Hamburger senza carne: trend interessante, ma non è panacea

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La maggior parte dei consumatori vuole ridurre gli effetti ambientali della produzione di carne o, semplicemente, desidera mangiarne di meno

La recente crescita dei prodotti proteici di origine vegetale evidenzia come nel settore alimentare sia in atto una serie di cambiamenti. La maggior parte dei consumatori vuole ridurre gli effetti ambientali della produzione di carne, o semplicemente desidera mangiarne di meno; in questo senso nuovi hamburger quasi indistinguibili da quelli tradizionali, ma fatti in realtà di proteine di soia, piselli o patate, sembrano essere una soluzione apprezzata. Ma lo sviluppo di proteine di origine vegetale è solo un esempio di come l’industria alimentare stia passando per una fase di cambiamento che potrebbe avere importanti conseguenze ambientali e sociali.

Dal campo alla tavola, e sempre più dal ristorante a casa propria, le differenti modalità che adottiamo per produrre, distribuire e consumare il cibo creano nuove opportunità e presentano sfide che gli investitori dovrebbero tenere in considerazione. Noi di ClearBridge, avendo in portafoglio aziende lungo tutta la filiera alimentare, individuiamo al momento diverse opportunità di investimento dovute all’innovazione in atto nel settore, con le imprese che stanno cercando di ridurre le emissioni di gas serra, di aumentare l’efficienza degli erbicidi nella produzione agricola, di passare ad imballaggi sostenibili e di migliorare la logistica delle consegne mitigando allo stesso tempo le tensioni con i lavoratori.

Il caso della “carne senza carne”
Le discussioni in merito all’attuale produzione di carne si focalizzano sul ruolo del bestiame nelle emissioni di gas serra. Una stima, contenuta in uno studio condotto dalle Nazioni Unite nel 2013, ha misurato in 7,1 gigatoni la quantità equivalente di biossido di carbonio prodotta all’anno dal bestiame a livello globale. Si tratta di una cifra pari al 15% di tutte le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo. Oltre al rilascio di gas serra, l’allevamento industrializzato può provocare anche altri impatti ambientali, come la contaminazione dell’acqua causata da rifiuti ed escrementi (batteri, sostanze chimiche, ormoni e antibiotici).

I benefici ambientali dei prodotti a base di carne vegetale potrebbero dunque essere significativi. Uno studio di Beyond Meat e del Center for Sustainable Systems dell’Università del Michigan sostiene che un “Beyond Burger” (surrogato vegetale che imita la carne) genera il 90% in meno di emissioni di gas serra, richiede il 46% di energia in meno, ha un impatto del 99% inferiore sulle risorse idriche e usa il 93% in meno di terreno rispetto a un quantitativo equivalente di carne macinata.

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L’interesse per le proteine vegetali ha incoraggiato le aziende di cibo confezionato tradizionale a valutare la possibilità di reinvestire nei loro marchi di hamburger vegetariani, in parte trascurati. Kraft Einz ha riformulato ed effettuato un rebranding del suo Boca Burger, mentre Kellogg e ha aggiornato il suo portafoglio di prodotti proteici di origine vegetale con l’introduzione di Incogmeato. Nestlé (di cui siamo azionisti) sta a sua volta lanciando Awesome Burger. Considerando le dimensioni e le infrastrutture di cui Nestlé dispone, essendo la più grande food company al mondo, l’impatto di una sua produzione di carne di origine vegetale potrebbe essere piuttosto significativo. Anche McDonald’s ha recentemente introdotto l’hamburger P.L.T (“plant, lettuce, tomato”) di Beyond Burgers nei suoi ristoranti.

Allo stesso tempo, è importante riconoscere anche gli impatti ambientali di un passaggio su larga scala alle proteine di origine vegetale, tra cui la deforestazione, il deflusso di erbicidi e pesticidi nelle acque sotterranee e i pericoli delle coltivazioni monocultura. Questi fattori dovrebbero essere esaminati prima di accettare i prodotti di “carne senza carne” come una panacea, e gli investitori devono monitorare i rischi a mano a mano che il business delle proteine di origine vegetale cresce.

Inoltre, i benefici per la salute del passaggio agli hamburger senza carne potrebbero non essere così chiari, poiché per la maggior parte questi cibi sono fortemente processati e ricchi di grassi saturi e sodio. Allo stesso tempo, però, il cambiamento in atto è dovuto anche alla maggior capacità degli hamburger vegetali di sostituire la carne attraverso l’aggiunta di vitamine e minerali, come la B12 e lo zinco (nell’Impossible Hamburger), in genere naturalmente presenti nelle proteine animali.

Commento a cura di Mary Jane McQuillen, Portfolio Manager e Head of ESG di ClearBridge Investments (gruppo Legg Mason)

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