La lenta distribuzione dei vaccini rappresenterà un problema per la ripresa

Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
vaccini

L’Europa continentale è in difficoltà nella distribuzione dei vaccini. Ci vorranno più di tre anni per vaccinare le loro popolazioni

Sebbene nella maggior parte del mondo la distribuzione del vaccino sia appena cominciata, Israele si distingue dagli altri Paesi, con oltre il 25% della popolazione che ha già ricevuto almeno la prima dose di uno dei vaccini approvati. Al ritmo attuale, l’intera popolazione israeliana potrebbe essere vaccinata entro 3 mesi.

Il Regno Unito, che si trova ad affrontare un contesto difficile alla luce del nuovo ceppo del virus che si sta diffondendo rapidamente, sta vaccinando la sua popolazione a un ritmo tale da poter raggiungere la vaccinazione completa entro la metà dell’anno. Anche gli Stati Uniti, che detengono il record mondiale di nuovi casi, sembrano fare progressi su questo forte con circa un milione di vaccinati. Anche a questo ritmo, tuttavia, ci vorrà tutto l’anno per vaccinare l’intera popolazione americana. L’Europa continentale sembra essere in difficoltà nella distribuzione dei vaccini con Francia, Germania, Italia e Spagna che somministrano 50.000-70.000 vaccini al giorno. A questo ritmo, ci vorranno più di tre anni per vaccinare le loro popolazioni.

Anche se all’inizio di gennaio Israele ha già vaccinato il 20% della popolazione, il Paese non ha però ancora visto benefici significativi nel conteggio complessivo dei nuovi casi.  Va considerato comunque che i tassi di infezione tra le fasce ad alto rischio della popolazione, che per prime hanno ricevuto il vaccino, sono effettivamente in calo. Quindi, per Stati Uniti, Regno Unito ed Europa, che rispetto a Israele sono in ritardo nella distribuzione dei vaccini questo suggerisce che le misure di lockdown mirati o totali e la crescita di nuovi casi rappresenteranno ancora un significativo vento contrario all’attività futura fino a quando la diffusione del vaccino non incrementerà ulteriormente.

Il nostro approccio barbell alla crescita ciclica è posizionato per questa transizione. I titoli growth con i loro flussi di guadagni sicuri dovrebbero ammortizzare una transizione ciclica irregolare di breve termine, mentre l’incertezza dovrebbe offrire agli investitori l’opportunità di costruire posizioni cicliche di qualità in vista di una ripresa economica legata al vaccino e alle politiche di stimolo.

Commento a cura di Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management di Union Bancaire Privée (UBP)

Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Non perdere le notizie sui mercati e gli investimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *